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Mazda CX-6e: il design elettrico protagonista al WDC 2026

La Mazda CX-6e arriva sotto i riflettori della World Design Capital 2026, e lo fa portando con sé qualcosa che di solito resta chiuso negli studi di progettazione. Con l'iniziativa Mazda Craft Journeys x WDC il costruttore giapponese decide di mostrare tutto il percorso che sta dietro alla nascita...

Dario Di Dario 4 min di lettura

La Mazda CX-6e arriva sotto i riflettori della World Design Capital 2026, e lo fa portando con sé qualcosa che di solito resta chiuso negli studi di progettazione. Con l’iniziativa Mazda Craft Journeys x WDC il costruttore giapponese decide di mostrare tutto il percorso che sta dietro alla nascita di un’automobile, dalle prime idee buttate su carta fino alla forma definitiva. Il tutto si inserisce nel programma di Open Design Week Frankfurt RheinMain, un appuntamento che fa parte del calendario ufficiale della manifestazione tedesca dedicata al design automobilistico e non solo.

La World Design Capital è un titolo che la World Design Organization assegna ogni due anni a città e regioni capaci di usare il progetto come leva di innovazione sociale, culturale ed economica. Non si parla solo di estetica industriale, ma di come il design possa migliorare sostenibilità, mobilità e qualità della vita. Per il 2026 il riconoscimento è andato alla regione tedesca di Frankfurt RheinMain, che con il tema “Design for Democracy. Atmospheres for a better life” si trasforma per un anno intero in un grande hub diffuso, con oltre 150 sedi tra mostre, workshop e incontri.

Come Mazda racconta il design automobilistico

Mazda partecipa all’evento come Mobility Partner ufficiale e sceglie di raccontare il proprio lavoro come un processo fatto di confronti, materiali, architettura e artigianalità. Il design, insomma, non è solo il risultato che vediamo parcheggiato in strada. Dietro ci sono designer, modellatori, ingegneri e specialisti dei materiali che discutono, modificano e verificano ogni dettaglio. Alla base di tutto c’è la filosofia Kodo, ovvero Soul of Motion, introdotta nel 2010 e legata a movimento, artigianalità e percezione umana.

Il cuore di questo racconto è il Centro Design Europeo Mazda di Oberursel, in Germania, uno dei tre poli globali di ricerca e sviluppo dell’azienda. Qui il pubblico può osservare da vicino alcune fasi che portano alla creazione di un nuovo modello. Ad aprire il percorso è Jo Stenuit, Director Mazda Design Europe, che spiega i principi dietro il lavoro del marchio, dalla filosofia Kodo a quella Takumi, fino al ruolo di luce, materiali e progettazione pensata attorno alle persone.

Argilla, colori e il dialogo tra Europa e Giappone

La Mazda CX-6e, SUV completamente elettrico, diventa il riferimento concreto di tutto questo racconto. Le sue superfici lasciano vedere il gioco tra proporzioni, riflessi, luce e movimento. Il design esterno nasce proprio nello European Design Studio di Oberursel e viene sviluppato insieme al team giapponese. Accanto alla vettura vengono esposti schizzi, modelli in argilla e studi sui materiali, che mostrano le tappe con cui un’idea diventa un’auto pronta per la produzione.

Sorprende forse scoprire che la modellazione in argilla è ancora ben viva nei centri di progettazione moderni. I modelli fisici in scala reale permettono di valutare le forme sotto la luce vera e dal punto di vista di una persona in carne e ossa. Bastano piccoli ritocchi sulla superficie per cambiare completamente la percezione di una vettura. Gli strumenti digitali affiancano il lavoro dei clay modeller, ma il modello fisico resta insostituibile per verificare volumi e proporzioni.

C’è poi tutto il capitolo Colour, Materials & Finish, il settore che studia colori, materiali e finiture. La ricerca parte da moodboard e riferimenti presi anche da architettura, moda e retail, con un occhio attento a come la luce modifica la percezione delle superfici. Sulla CX-6e questo lavoro riguarda sia l’esterno sia l’abitacolo, con forma, colore e materiali sviluppati insieme. Il progetto viaggia infine tra Europa e Hiroshima, sede del design Mazda in Giappone, dove le due prospettive si integrano con verifiche e adattamenti pensati anche per il mercato europeo. Come spiega Stenuit, la tecnologia resta essenziale, ma certe scelte richiedono ancora sensibilità e osservazione diretta delle forme.

Fonte
Immagine: newsauto.it

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