Il turismo a Monza sta vivendo una fase di crescita che va ben oltre il rombo dei motori. Dal 4 al 7 settembre 2026 l’Autodromo Nazionale torna protagonista con il Gran Premio d’Italia di Formula 1, uno di quegli appuntamenti che fanno parte del DNA della città. Ma ridurre tutto al weekend di gara sarebbe un errore. Perché Monza ha ormai costruito un doppio binario: da una parte l’evento e il tempo libero, dall’altra qualcosa di meno raccontato ma altrettanto pesante, i viaggi di lavoro.
I numeri del Gran Premio parlano chiaro. Le ricerche degli italiani per soggiornare a Monza nel weekend di gara sono salite del 25% rispetto all’anno prima, e circa il 30% dei soggiorni riguarda gruppi e famiglie che scelgono di vivere l’evento tutti insieme, sotto lo stesso tetto. Il richiamo, poi, non si ferma ai confini nazionali. Dopo l’Italia, gli ospiti arrivano soprattutto da Stati Uniti, Francia, Svizzera e Germania. A guadagnarci è anche chi affitta casa: nel 2025 il guadagno annuo mediano degli host di Monza è cresciuto del 14% rispetto al 2024, passando da circa 3.400 a quasi 3.800 euro.
Per chi arriva da fuori i punti di riferimento restano due. Il sito dell’Autodromo, che pubblica programma, informazioni su ingressi, parcheggi e accessi e ricorda che i biglietti per il weekend partono da 250 euro. E il portale ufficiale del turismo cittadino, gestito dal Comune, con itinerari, alloggi, ristoranti e il palinsesto di Monza FuoriGP 2026, che dal 3 al 6 settembre porta musica, street food, visite guidate gratuite e attività per famiglie tra le piazze del centro.
Una città sempre più turistica, tra Villa Reale e serie A
Il GP non è un episodio isolato. Monza, tra le altre cose, vanta tre squadre in serie A, una nel calcio e due nella pallavolo, e negli ultimi mesi ha allargato la sua offerta esperienziale. Dal centro storico alla Villa Reale, dai Musei Civici al Parco, fino alla collaborazione con lo YesMilano City Pass, che l’ha inserita nel circuito delle agevolazioni dell’area metropolitana milanese. Un segnale di quanto Monza stia entrando nei flussi turistici del capoluogo lombardo, senza però perdere la propria identità fatta di storia longobarda, arte e un patrimonio automobilistico che non ha eguali al mondo.
I dati del 2025 confermano la spinta: circa 588.000 arrivi e 1,18 milioni di pernottamenti, con una prevalenza di turisti italiani (60,5%). E il Gran Premio di quell’anno ha registrato 369.041 spettatori, il 10% in più rispetto al 2024, per un impatto economico stimato in 193 milioni di euro. Il turismo dei territori più naturalistici e diffusi pesa per il 75,5% delle presenze, con una permanenza media di 2 notti, mentre le strutture alberghiere raccolgono il 74,3% dei pernottamenti. Autodromo, Parco, Duomo e Reggia figurano tra le attrazioni più apprezzate, con un gradimento elevato, 85,3 su 100.
Non solo Formula 1: Monza punta sul business travel
Il racconto mediatico si concentra quasi sempre sul turismo leisure, ma il posizionamento più interessante riguarda i viaggi di lavoro. Il mercato italiano del business travel e del MICE, cioè meeting, incentive, congressi ed eventi, è in piena espansione. Il comparto ha superato i 13,2 miliardi di euro di giro d’affari diretto nel 2025, con una proiezione vicina ai 14 miliardi entro la fine del 2026, trainato per oltre il 61% dalla componente corporate. Le previsioni parlano di una crescita dell’8,2% della spesa per le trasferte aziendali italiane, in un contesto dove Roma, Milano e Bologna restano le mete più gettonate, ma le aree vicine ai grandi hub guadagnano terreno grazie a efficienza, minor congestione e un buon rapporto qualità prezzo.
E qui Monza ha diverse carte da giocare rispetto a Milano. La vicinanza, intanto: la stazione dista da Milano Centrale circa 9 minuti in treno diretto, con partenze praticamente ogni ora. Poi la densità industriale, con il manifatturiero che genera oltre il 27% del PIL locale contro il 15% circa a livello naz
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Immagine: missionline.it
