Jorge Martin torna a sorridere e lo fa nel momento giusto. Il weekend austriaco gli regala 32 punti complessivi tra la vittoria nella Sprint e il secondo posto della domenica, chiuso alle spalle di Pedro Acosta. Ma la notizia più importante forse non riguarda nemmeno la classifica. Riguarda il braccio destro, quello che a Misano gli aveva creato più di un grattacapo con la sindrome compartimentale. Alla fine la decisione è arrivata chiara: niente operazione, almeno per ora.
Il pilota spagnolo aveva lasciato la porta aperta a un intervento chirurgico. Poi però in Austria è riuscito a guidare senza limitazioni particolari, e questo ha cambiato tutto. Con questi risultati Martin è tornato leader del Mondiale, con 14 punti di margine. Un bottino pesante, su una pista dove partiva senza troppe certezze.
Una gara di gestione dietro Acosta
La domenica non è stata semplice. A un certo punto sul cruscotto compariva l’avviso che la benzina non sarebbe bastata fino alla fine. Così Martin ha scelto di far passare Acosta e mettersi dietro per risparmiare carburante. “Quando ho visto che era vicino e ci provava ho detto dai passa”, ha raccontato a Sky. “Così non entravo nemmeno nel rischio di sorpassare perché qui è difficile. Poi volevo attaccare di nuovo, mi stavo avvicinando ma era difficile. Agli ultimi sei giri non avevo gomma, fino alla quinta marcia scivolava”.
Nessun rimpianto verso il rivale, anzi. “Pedro è stato molto più forte di me, ha fatto un lavorone. Mi congratulo con lui e la KTM perché hanno fatto un lavoro incredibile”. Sul fronte Ducati arriva una piccola grande soddisfazione: la pista austriaca è storicamente terreno di caccia per le rosse, e finire davanti in un tracciato così stop and go ha dato fiducia alla squadra. “Era una delle piste dove pensavamo di perdere punti, l’anno scorso non ho fatto neanche punti qui”.
Il braccio e i dubbi spariti
Il vero nodo restava la condizione fisica. Martin non ha recuperato al 100% da Misano, e negli ultimi giri qualcosa ha sofferto. Ma niente a che vedere con quanto accaduto in precedenza. “Non mi limitava la guida”, ha spiegato. Da qui la scelta di rimandare, se non cancellare, l’idea del bisturi. “L’ultima cosa che voglio è aprirmi il braccio e togliermi una fascia. Quello che voglio è riposare”.
Il pilota ha ammesso di essere arrivato a questo appuntamento carico di dubbi. “Sono una persona con molti dubbi e questa settimana è stata complicata, ma questi dubbi sono spariti. Oggi in gara ho potuto guidare molto bene”. Due weekend consecutivi hanno lasciato il segno, e ora servono giorni di recupero più che una sala operatoria.
Guardando avanti, Martin resta con i piedi per terra sul discorso velocità. Tutto dipende dal circuito. “Posso arrivare in Austria e trovare subito tutto a posto senza toccare la moto, poi magari arrivi in Giappone ed esci dicendo cos’è successo, non so neanche come fare le curve”. La base però c’è, la moto funziona più o meno ovunque. “Nei giorni difficili non bisogna arrendersi. È un po’ il percorso che sto seguendo”.
