La Kia Sorento 2.2 CRDi 4WD DCT è la risposta per chi non ha nessuna intenzione di rinunciare al gasolio, soprattutto in un momento in cui parecchi costruttori hanno messo il diesel in soffitta. Questo turbodiesel resta il riferimento della gamma per chi passa la vita in viaggio, spesso in autostrada, e non si accontenta dell’ibrido. La prova si è svolta tra Milano e i colli bolognesi, un percorso misto fatto di autostrada, statali e qualche tratto di montagna. Il terreno perfetto, insomma, per capire se il diesel su un SUV lungo quasi 4,9 metri ha ancora un senso oggi.
Il verdetto arriva presto. Sì, ha senso, ma dipende da come si usa l’auto. Il 2.2 CRDi da 194 CV abbinato al cambio automatico a doppia frizione dà il meglio proprio nei contesti extraurbani e in autostrada, dove comfort e silenziosità di questa Sorento vengono fuori davvero. In più c’è una dotazione di sicurezza tra le più complete della categoria e la classica garanzia di 7 anni firmata Kia. Il cambio funziona al top in modalità Sport, dove tiene i giri più alti e sfrutta il freno motore in discesa. La trazione integrale con selettore Terrain Mode si è dimostrata efficace anche con poca aderenza, con il differenziale che interviene in modo percettibile. La frenata è potente e ben modulabile, e il rollio in curva resta contenuto nonostante la mole del SUV.
Discorso diverso per chi vive in città. Chi fa soprattutto tragitti urbani, o mette al primo posto i consumi minimi tra le strade cittadine, potrebbe preferire la variante ibrida. Il diesel, per quanto capace, resta un’unità di concezione tradizionale, senza alcuna forma di elettrificazione, e sui percorsi brevi non riesce a valorizzare del tutto la sua coppia. Chi invece macina chilometri, magari carico di persone e bagagli, nel 2.2 CRDi 4WD trova la combinazione più equilibrata di autonomia, comfort e capacità di traino di tutta la gamma.
Design, dimensioni e interni della Kia Sorento
Il design parte da un frontale con linee del cofano nette e un volume importante, con uno stile che ricorda la EV9 elettrica. I fari verticali con luci diurne a disegno star map e la griglia a trama tridimensionale danno un carattere tecnico al muso, mentre il paraurti anteriore con l’ampia piastra paramotore trasmette robustezza. Ci sono anche gli indicatori di direzione sequenziali. Di profilo spicca il disegno del parafango, rinforzato da inserti protettivi. La versione provata monta cerchi da 20 pollici, riservati alle motorizzazioni diesel insieme ai 18 pollici, mentre i 19 pollici sono comuni a tutta la gamma. Al posteriore le luci a LED diagonali riprendono il tema star map, collegate da una sottile striscia luminosa. Le tinte disponibili sono dieci, tra cui tre inedite: Volcanic Sand, Interstellar Grey e Cityscape Green.
Sul fronte dimensioni i numeri parlano chiaro: lunghezza 4.815 mm, larghezza 1.900 mm senza specchietti, altezza tra 1.695 e 1.700 mm, passo 2.815 mm e altezza da terra 176 mm. Il peso dichiarato è di 1.929 kg, ma a pieno carico il valore reale supera le 2 tonnellate, un dato da tenere presente per chi valuta consumi e dinamica reali. Il bagagliaio cambia parecchio a seconda della configurazione: 179 litri con tutti e sette i posti in uso, che salgono a un intervallo tra 616 e 813 litri abbattendo la terza fila, fino a un massimo di 1.996 litri buttando giù anche la seconda fila, azionabile pure in modalità elettrica dai comandi remoti nel vano di carico. Il serbatoio del gasolio è da 67 litri, quello dell’AdBlue da 14 litri.
Dentro, l’abitacolo è spazioso e luminoso, con una sottile linea di illuminazione ambientale configurabile su 64 colori che attraversa tutta la plancia. I sedili relax anteriori con memoria e il sedile Driver Ergo Motion, con supporto lombare a celle d’aria regolabile elettricamente, migliorano parecchio il comfort sui lunghi tragitti. La seconda fila offre regolazione scorrevole e dell’inclinazione dello schienale, bocchette dell’aria dedicate e prese USB-C. L’accesso
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Immagine: quotidianomotori.com
