Il mercato auto italiano riparte, e lo fa con numeri che non si vedevano da un po’. Nei primi sei mesi del 2026, dopo la frenata registrata nel 2025, il comparto del nuovo è tornato a correre sul serio. L’ultima edizione dell’Osservatorio Credit & Mobility di Experian e UNRAE racconta un quadro chiaro: immatricolazioni in aumento del 9,8% e richieste di finanziamento su del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Segnali di vitalità, insomma, anche se non manca qualche ombra sullo sfondo.
A trainare questa ripresa ci sono soprattutto due fattori. Da una parte la crescita dei veicoli ibridi, che ormai sfiorano la metà di tutte le immatricolazioni, salendo dal 44% dello scorso anno. Dall’altra il peso degli incentivi del MASE per le auto elettriche pure, che si è fatto sentire insieme a una domanda sorprendentemente forte proveniente dalle regioni del Sud. E poi c’è un dato che attraversa tutti i segmenti, senza distinzioni: circa l’80% delle auto, nuove o usate, viene comprato con l’aiuto di un finanziamento. Una percentuale in linea con l’anno scorso, che conferma quanto il credito sia diventato lo strumento con cui gli italiani accedono alla mobilità.
Ibrido protagonista, benzina e diesel arretrano
Guardando ai numeri assoluti, le immatricolazioni della prima metà del 2026 hanno toccato quota 946.296 unità. I veicoli ibridi (HEV) consolidano il primato arrivando al 49,7% del totale, con una crescita del 23,1% sul primo semestre 2025. Gli elettrici puri, pur restando su una fetta modesta pari all’8,4% del mix, mettono a segno un balzo del 77,5%, spinti anche dagli incentivi. I plug-in ibridi (PHEV) crescono addirittura dell’85,1% raggiungendo il 9% del mercato. Sul fronte opposto, benzina (meno 17%) e diesel (meno 25,5%) continuano a perdere terreno.
Cambiano anche le abitudini di finanziamento. Le famiglie puntano sempre più sulla sostenibilità della rata mensile, e per farlo allungano i tempi di restituzione. La durata da 3 a 4 anni resta la preferita con il 35,3% dei contratti, ma crescono quelle più lunghe: 4-5 anni più 11,6%, oltre i 5 anni più 10,3%. Le durate brevi, invece, calano del 6%. Come ha spiegato Armando Capone, Amministratore Delegato di Experian Italia, si tratta di auto più efficienti e tecnologicamente avanzate, che però richiedono spesso un investimento iniziale più alto. Da qui la scelta di importi maggiori e durate più estese, soluzioni che permettono di gestire la spesa senza affanni.
Il Sud accelera e le donne guidano la ripresa
Una delle sorprese più interessanti del semestre arriva dal Mezzogiorno. Le immatricolazioni nelle regioni meridionali e insulari sono cresciute ben oltre la media nazionale: Sicilia più 32%, Campania più 30,6%, Sardegna più 24,6% e Puglia più 23,2%. Anche le richieste di finanziamento seguono lo stesso ritmo, con la Campania a più 15,5% e la Puglia a più 16,2%. Nonostante questo riequilibrio, il Centro-Nord resta saldamente in testa per volumi assoluti: la Lombardia guida le richieste di finanziamento con il 19,6%, davanti a Lazio e Toscana.
Sul versante dei prezzi, cresce l’appeal dei veicoli tra i 25.001 e i 35.000 euro, che guadagnano oltre due punti percentuali arrivando al 31,3% del mix. La fascia di finanziamento più richiesta resta però quella tra 15.001 e 25.000 euro, con il 37,4% delle domande. Le rate si concentrano soprattutto tra 250 e 500 euro, con una netta preferenza per la maxi-rata finale da 15.000 euro. Interessante anche il calo del 22,8% dei finanziamenti per auto sopra i 50.000 euro, segno che chi compra nel segmento premium ricorre meno al credito.
Non tutto brilla, però. Come ha sottolineato Andrea Cardinali, Direttore Generale UNRAE, a cinque anni dalla fine dell’emergenza Covid il mercato soffre ancora un gap del 13,5% rispetto ai volumi del 2019. Il primo semestre ha beneficiato degli incentivi di fine 2025, ma il secondo si annuncia molto più debole. E sulla transizione energetica l’Italia resta il fanalino di coda in Europa,
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Immagine: pneusnews.it
