La nuova BMW Serie 3 a prima vista sembra la sorella elettrica i3, tanto le linee si assomigliano. Il frontale con quella fascia che raccoglie i gruppi ottici, la coda dal disegno quasi identico, le aperture del paraurti nella versione più cattiva finora annunciata, la M350 xDrive. Eppure basta grattare un attimo sotto la superficie per capire che si tratta di due mondi completamente diversi. La i3 nasce dal progetto Neue Klasse, con un’architettura pensata solo per l’elettrico, senza possibilità di ospitare motori a benzina o diesel.
La nuova Serie 3, nome in codice progetto G50, continua invece a costruirsi sulla piattaforma Clar, la Cluster Architecture. La stessa della Serie 5 e della nuova X5. E su questa base arrivano modifiche importanti. A Monaco di Baviera hanno già fatto sapere che le carreggiate si allargano, il passo cresce, e il risultato è più spazio a bordo insieme a un comportamento dinamico migliorato. Dalla i3, stile a parte, la berlina riprende un’idea intelligente, quella di un controllo che raccoglie in un solo cervello più funzioni prima gestite da centraline separate. Nel caso della gamma termica parliamo della dinamica di guida, quindi trazione, stabilità ed erogazione del motore che dialogano insieme.
Motori e prestazioni della M350 xDrive
Sotto al cofano trovano posto i quattro cilindri 2 litri e il sei cilindri in linea da 3 litri riservato alla M350 xDrive. Curiosità sulla sigla, che perde la storica “i” delle BMW a benzina, un po’ come la “d” aveva accompagnato per anni i turbodiesel. I numeri parlano chiaro e ricordano da vicino una M3 delle generazioni passate, con 443 cavalli, 580 Nm di coppia e uno scatto da zero a cento in 4,1 secondi. Il cambio automatico Steptronic a 8 rapporti è di serie, ormai una costante sulla media della casa bavarese. Non mancano contenuti dedicati alla versione sportiva, come il differenziale posteriore M a controllo elettronico e gli ammortizzatori nella loro configurazione più raffinata.
Il Drift Moment e la gamma 2 litri
Le regolazioni d’assetto sono ovviamente specifiche e la trazione xDrive può trasformarsi in una “solo posteriore”. Per questa chicca però bisognerà aspettare il 2027, quando arriverà via aggiornamento OTA la funzione Drift Moment. Una volta scaricata sul sistema di bordo e attivata, spinge tutta la potenza sulle ruote posteriori, con la possibilità di disattivare il controllo di trazione per derapate spettacolari, dove ovviamente è consentito farle. Non è la prima volta che una M propone una modalità 2WD su schema xDrive, ma qui l’idea viene portata a un livello più evoluto.
Per la clientela business e per chi guarda al segmento D premium senza rinunciare al piacere di guida, la motorizzazione 2 litri arriva in più livelli di potenza, con anche l’offerta ibrida plug in. Manca il fascino del sei cilindri, certo, ma ripaga con prestazioni solide, efficienza e consumi contenuti. Tutta la gamma della nuova Serie 3 è mild hybrid a 48 volt. Un dettaglio in più sull’offerta di punta, perché BMW ha sviluppato il motore della M3 in regola con le norme Euro 7, e sulla nuova generazione della berlina dovrebbe arrivare con circa 550 cavalli e la tecnologia della precamera di combustione, utile a ridurre gli inquinanti mantenendo prestazioni elevate.
A bordo le similitudini con la i3 proseguono. La strumentazione sarà il Panoramic Vision, che corre da montante a montante alla base del parabrezza, mentre il Control Display centrale ospiterà l’infotainment classico gestito dal sistema operativo BMW X. La produzione della M350 xDrive partirà nella seconda metà del 2026 e in Europa il modello è atteso a inizio 2027, insieme al resto della gamma.
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Immagine: fleetmagazine.com
