Una banda della minicar nera starebbe seminando il panico a Roma, nel quartiere di Monteverde, prendendo di mira chi si muove su mezzi leggeri. L’ultima vittima, in ordine di clamore, sarebbe l’attore Davide Iacopini, 42 anni, volto conosciuto del cinema e della televisione italiana. Nella tarda serata di lunedì 5 ottobre, mentre viaggiava sul suo monopattino elettrico in via Antonio Giulio Barrili, sarebbe stato travolto e scaraventato a terra dai due occupanti di una microcar di colore scuro. Un agguato vigliacco, improvviso. La vettura si sarebbe affiancata in silenzio al mezzo a due ruote, poi uno dei due avrebbe aperto lo sportello per sferrare un calcio violentissimo, facendolo schiantare contro un’auto in sosta e lasciandolo riverso sull’asfalto prima di darsi alla fuga.
La dinamica e le condizioni cliniche
Soccorso in stato di incoscienza, l’attore sarebbe stato portato d’urgenza in ospedale, dove i medici avrebbero riscontrato un grave trauma cranico. Nella notte tra lunedì e martedì l’equipe neurochirurgica lo avrebbe operato per ridurre la pressione intracranica. Un intervento delicato. C’è poi un dettaglio che fa venire i brividi, emerso dalle prime ricostruzioni. L’aggressore seduto sul sedile del passeggero avrebbe perso una scarpa durante il colpo. La minicar si sarebbe allora fermata di colpo pochi metri più avanti, avrebbe fatto inversione per permettere al ragazzo di scendere a recuperare la calzatura abbandonata in mezzo alla strada, per poi sparire a fari spenti tra le vie residenziali.
Sei vittime nel mirino e l’ipotesi della challenge social
Quello che all’inizio sembrava un episodio isolato si starebbe trasformando in un vero allarme sicurezza per tutto il quartiere. Nelle ultime ore sarebbe emersa una sequenza impressionante di denunce, tutte sovrapponibili per modalità e tipo di mezzo usato. Il bilancio delle aggressioni accertate salirebbe a sei vittime, sempre utenti vulnerabili della strada, ciclisti, guidatori di monopattino, pedoni, presi alla sprovvista lungo strade poco illuminate. Tra le testimonianze spicca quella di una ragazza di 27 anni, buttata a terra mentre pedalava, colpita da uno spintone in corsa. Poche ore prima uno studente di 26 anni in monopattino sarebbe stato preso a calci con la stessa tecnica, dopo che la vettura avrebbe già colpito alla nuca una donna di 45 anni che rientrava a casa a piedi. L’ultimo caso denunciato riguarderebbe un uomo di 67 anni, raggiunto al costato da un colpo di tubo di plastica.
La magistratura avrebbe aperto un fascicolo con l’ipotesi di tentato omicidio aggravato e lesioni personali. L’attenzione si starebbe concentrando su una microcar elettrica nera lucida. L’assenza totale di rumore del motore a batteria spiegherebbe come il veicolo sia riuscito ad avvicinarsi alle spalle delle vittime senza farsi sentire. Gli investigatori starebbero monitorando il web per capire se dietro questi raid si nasconda una macabra challenge social per collezionare visualizzazioni filmando le cadute, anche se non si esclude la pista della pura noia giovanile. L’incrocio tra i filmati delle telecamere private e le testimonianze avrebbe permesso di comporre un primo identikit. Nel mirino ci sarebbe un ragazzo giovanissimo, tra i 16 e i 18 anni. Le forze dell’ordine starebbero setacciando le officine della zona e i registri delle immatricolazioni dei quadricicli leggeri per rintracciare il telaio dell’auto pirata.
