Chi guida un’auto elettrica lo sa bene: arrivare davanti a una colonnina e trovarla bloccata da un’auto parcheggiata lì che non sta ricaricando nulla. Un problema di tutti i giorni, e proprio su questo Atlante e CityZ hanno deciso di muoversi insieme, avviando una collaborazione per integrare le infrastrutture di ricarica con sistemi che tengono sotto controllo l’occupazione degli stalli. La prima prova sul campo è già partita e punta dritta a uno dei fastidi più grossi della mobilità elettrica, cioè lo stallo abusivo.
Il banco di prova iniziale è l’hub di ricarica Atlante situato presso SogeMi Foody, all’interno del Mercato Alimentare di Milano. Qui sono state realizzate le prime installazioni dotate della nuova tecnologia di controllo, quella che dovrebbe cambiare il modo in cui gli automobilisti percepiscono la reale disponibilità di un punto di ricarica.
Come funziona il monitoraggio degli stalli
L’idea di fondo è semplice ma tutt’altro che banale da realizzare. Una colonnina può risultare tecnicamente libera e perfettamente funzionante, eppure restare del tutto inaccessibile se lo stallo davanti è occupato da un’auto che se ne sta lì parcheggiata senza ricaricare. Il sistema messo a punto da CityZ usa dei sensori intelligenti che analizzano l’occupazione fisica dello spazio e restituiscono informazioni precise sul suo stato reale.
Il passo in più sta nell’integrazione con l’infrastruttura Atlante. Mettendo insieme il dato sulla disponibilità della stazione e quello sull’effettiva accessibilità dello spazio di sosta, le informazioni che arrivano agli utenti diventano molto più affidabili. Non più soltanto un generico libero oppure occupato, ma un quadro che tiene conto anche di chi non sta usando la colonnina per il suo scopo. E questo, per chi deve pianificare una sosta, fa una bella differenza.
Esperienza migliore e meno sorprese per chi ricarica
L’obiettivo dichiarato è alzare la qualità dell’esperienza degli automobilisti elettrici, togliendo di mezzo uno degli ostacoli che più spesso limitano l’uso concreto delle infrastrutture. Rilevare in tempo reale quando un veicolo occupa lo spazio senza essere collegato permette anche agli operatori di avere dati utili, così da gestire le aree di ricarica in modo più ordinato ed efficiente.
Quella dell’hub presso Foody è solo la prima fase. Il progetto è pensato per essere esteso ad altre infrastrutture, seguendo una logica chiara: non basta aumentare il numero delle colonnine, serve anche garantire che siano davvero accessibili quando servono. L’accoppiata tra sistemi di ricarica e sensori per il monitoraggio degli stalli va proprio in questa direzione, mettendo al centro non solo la quantità ma la disponibilità effettiva per chi quelle colonnine le usa ogni giorno.
Fonte
Immagine: e-ricarica.it
