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Mobilità e Smart city

Auto elettriche UE 2026: vendite record e modelli più accessibili

Le auto elettriche stanno vivendo un 2026 da protagoniste nel mercato europeo, con numeri che parlano chiaro e un'offerta che si allarga mese dopo mese. A spingere questa accelerazione ci sono soprattutto due fattori, l'arrivo di tanti nuovi modelli e gli obiettivi europei sulla riduzione delle...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Le auto elettriche stanno vivendo un 2026 da protagoniste nel mercato europeo, con numeri che parlano chiaro e un’offerta che si allarga mese dopo mese. A spingere questa accelerazione ci sono soprattutto due fattori, l’arrivo di tanti nuovi modelli e gli obiettivi europei sulla riduzione delle emissioni di CO₂. Nei primi otto mesi dell’anno, nell’Unione Europea, sono state vendute 1,64 milioni di auto elettriche, il 45% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un balzo niente male, se si considera che nel secondo trimestre, per la prima volta in assoluto, le BEV hanno superato le auto a benzina per immatricolazioni trimestrali, toccando una quota del 22%.

A crescere non sono soltanto le vendite, ma anche la varietà di scelta sugli scaffali dei concessionari. Nella prima metà del 2026 sono arrivati sul mercato europeo quasi 40 nuovi modelli elettrici, che hanno portato oltre quota 150 il numero complessivo di BEV disponibili. E non è finita qui, perché entro fine anno dovrebbero essere circa 60 i nuovi modelli lanciati, quasi quattro volte la media annuale di 15 registrata tra il 2021 e il 2025.

Modelli più economici e costi di utilizzo più bassi

Il punto più interessante riguarda la fascia di prezzo più bassa. Oggi gli modelli accessibili con un prezzo di partenza sotto i 25.000 euro sono otto, ma secondo le previsioni raddoppieranno entro la fine del 2026. E le vendite in questa fascia dovrebbero crescere di sette volte rispetto al 2024. Dietro questa evoluzione ci sono gli obiettivi europei sulla CO₂ per le nuove auto, che stanno spingendo i costruttori verso modelli più compatti e meno costosi. C’è poi il capitolo dei costi di utilizzo, dove le auto elettriche mostrano un vantaggio concreto. Dall’inizio della crisi legata ai prezzi del petrolio, gli automobilisti europei hanno sostenuto nel complesso 53 miliardi di euro di costi aggiuntivi. Chi fosse passato all’elettrico fin dall’inizio della crisi, invece, avrebbe risparmiato circa 350 euro sui costi di utilizzo entro metà settembre.

Il peso degli obiettivi europei sulla CO₂

La crescita di vendite e offerta viene letta come il segnale dell’effetto prodotto dai target europei sulle emissioni. Tra il 2021 e il 2024, infatti, l’assenza di obiettivi intermedi aveva spinto i costruttori a concentrarsi sui modelli più grandi e redditizi. Gli obiettivi fissati per il periodo 2025-2027, al contrario, stanno favorendo l’arrivo di una nuova generazione di BEV più alla portata di tutti. Andrea Boraschi, Direttore di T&E Italia, ha dichiarato: «Gli automobilisti europei vedono finalmente arrivare più auto elettriche piccole e accessibili, quelle che aspettavano da tempo. La crisi petrolifera ha ulteriormente accelerato la corsa verso questi modelli. In Italia, lo scorso ottobre, i circa 600 milioni di euro di incentivi per le auto elettriche sono andati esauriti in poco più di 24 ore, permettendo a oltre 55.000 famiglie e microimprese di passare a una mobilità a emissioni zero. Per molto tempo i costruttori europei si sono lamentati della mancanza di domanda. Ora è chiaro: la domanda c’è, quando l’offerta è accessibile».

Fonte
Immagine: e-ricarica.it

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