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Divieto di sosta: regole, multe e come contestarle

Capire il divieto di sosta significa evitare grattacapi con multe salate e, spesso, anche la rimozione forzata dell'auto. Sembra una cosa banale, ma dietro a quel cartello rotondo con la banda rossa si nasconde una piccola giungla di regole che cambiano da zona a zona. Serve a tenere le strade...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Capire il divieto di sosta significa evitare grattacapi con multe salate e, spesso, anche la rimozione forzata dell’auto. Sembra una cosa banale, ma dietro a quel cartello rotondo con la banda rossa si nasconde una piccola giungla di regole che cambiano da zona a zona. Serve a tenere le strade libere, a garantire l’accesso ai mezzi di soccorso e a far scorrere il traffico nelle aree urbane più affollate. Conoscere bene queste norme conviene, perché la differenza tra una sosta regolare e una sanzione a volte è davvero sottile.

Il divieto di sosta non è tutto uguale. Può essere permanente oppure temporaneo, a seconda delle esigenze di mobilità di una certa area. Parte dal punto esatto in cui trovi il cartello, quello tondo con lo sfondo blu, il bordo rosso e la banda diagonale che taglia il simbolo dell’auto parcheggiata. Dove finisce il divieto c’è un segnale analogo che comunica il ritorno alla normalità, così è chiaro dove si può nuovamente lasciare il veicolo.

Sosta o fermata, occhio alla differenza

Qui casca l’asino per molti automobilisti. Il divieto di sosta riguarda l’arresto prolungato del mezzo, con la possibilità per chi guida di allontanarsi e spegnere il motore. Il divieto di fermata è tutt’altra cosa: la fermata deve durare pochissimo e il conducente deve restare al posto di guida, pronto a ripartire. È tollerata solo per far salire o scendere i passeggeri, o per un carico e scarico lampo, senza intralciare la circolazione.

In entrambi i casi vale una regola pratica: il veicolo va tenuto il più possibile vicino al margine destro della carreggiata, parallelo alla direzione del traffico, salvo diverse indicazioni della segnaletica. E poi ci sono i punti dove non ci si ferma proprio, tipo curve, dossi, semafori o zone che riducono la visibilità. Sul divieto temporaneo c’è una tutela importante per i cittadini: l’articolo 6 comma 4 lettera F del Codice della Strada obbliga il Comune a segnalarlo almeno 48 ore prima. Il divieto permanente, invece, in area extraurbana vale 24 ore su 24, mentre in città (senza pannelli aggiuntivi) copre di solito la fascia dalle 08:00 alle 20:00.

Quanto costa e quando scatta la rimozione

Veniamo al portafoglio. Le multe per divieto di sosta cambiano in base al tipo di veicolo. Per ciclomotori e motoveicoli a due ruote gli importi vanno più o meno da 41 a 168 euro. Per auto e altri mezzi la forbice si alza parecchio, dagli 87 fino a 344 euro. Non è finita: in certe aree, come quelle riservate agli autobus o ai taxi, alla sanzione economica si aggiunge anche la decurtazione di punti dalla patente.

In alcuni casi entra in gioco la rimozione forzata del veicolo, prevista insieme al blocco dall’articolo 159 del Codice della Strada. Succede quando l’auto parcheggiata rappresenta un intralcio serio o un pericolo per la circolazione, per esempio quando occupa zone riservate al carico e scarico. Le regole e le cifre possono variare leggermente in base alle ordinanze comunali, quindi conviene sempre dare un’occhiata alle normative del posto in cui ci si trova. In caso di multa ritenuta ingiusta, resta comunque la possibilità di avviare le procedure di contestazione previste dalla legge.

Fonte
Immagine: infomotori.com

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