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Multe in moto: 7 errori che i motociclisti fanno senza saperlo

Le multe in moto arrivano spesso quando meno ce lo si aspetta, e il motivo è quasi sempre lo stesso: abitudini date per scontate che con il Codice della Strada c'entrano poco o nulla. Il guaio è che tante regole sono meno intuitive di quanto sembri, e quello che "fanno tutti" non è per forza...

Dario Di Dario 4 min di lettura

Le multe in moto arrivano spesso quando meno ce lo si aspetta, e il motivo è quasi sempre lo stesso: abitudini date per scontate che con il Codice della Strada c’entrano poco o nulla. Il guaio è che tante regole sono meno intuitive di quanto sembri, e quello che “fanno tutti” non è per forza consentito. Ci sono infrazioni che molti commettono ogni giorno convinti di essere in perfetta regola, e alcune possono costare care, oltre a far perdere punti sulla patente.

Con la moto è facile concentrarsi sulla guida e trascurare dettagli che, invece, mettono chi guida dalla parte del torto. Ecco allora sette errori frequenti, soprattutto in città, che rischiano di trasformarsi in una sanzione.

Sorpassi, sosta e casco: dove si sbaglia più spesso

Passare accanto alle auto ferme è forse la situazione più controversa per chi va sulle due ruote. Il fatto che le auto siano incolonnate non autorizza in automatico a superarle. A fare la differenza sono la posizione, la segnaletica, la presenza della linea continua, la visibilità e soprattutto il modo in cui si esegue la manovra. Attenzione a non confondere il superamento di una coda con un sorpasso fatto invadendo la corsia opposta o oltrepassando una linea continua. E in caso di incidente, la dinamica diventa decisiva per stabilire le responsabilità. Chi viola le regole dell’articolo 148 rischia da 83 a 332 euro. Nei casi più gravi, con un divieto specifico non rispettato, la multa sale da 167 a 665 euro, con possibile sospensione della patente da uno a tre mesi. Superare la striscia continua, poi, può costare da 42 a 173 euro.

Altro classico: parcheggiare la moto dove “non dà fastidio”. Uno scooter occupa poco, vero, ma questo non vuol dire che possa essere lasciato ovunque. Marciapiedi, attraversamenti pedonali, spazi riservati e aree con divieti sono off limits anche per le due ruote. E no, lasciare spazio sufficiente ai pedoni non rende la sosta regolare. Meglio controllare sempre la segnaletica. La sosta vietata prevista dall’articolo 158 comporta una multa da 41 a 168 euro, che sale da 80 a 328 euro quando si occupano, per esempio, gli stalli riservati alle persone con disabilità.

C’è poi il casco, che non basta indossare: va allacciato bene. Cinturino slacciato, troppo lento o usato in modo non conforme sono guai in caso di controllo. Un casco omologato ma indossato male non protegge come dovrebbe. La violazione costa da 83 a 332 euro, con fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni, che salgono a 90 in caso di ripetizione nel biennio.

Cellulare, modifiche e pneumatici: gli equivoci più diffusi

Il divieto di usare il telefono alla guida viene spesso frainteso. Il punto è semplice: chi guida deve tenere entrambe le mani sul manubrio e mantenere il controllo del mezzo. Prendere in mano lo smartphone per leggere un messaggio o toccare lo schermo mentre si viaggia è vietato, oltre che pericoloso. E nemmeno un supporto fissato al manubrio dà via libera: non si possono usare navigatore e altre funzioni staccando una mano dal manubrio in movimento.

Discorso simile per chi vuole modificare la moto. Scarico, frecce, portatarga, specchietti e luci si possono sostituire, ma non ogni modifica è automaticamente lecita. Uno degli errori più comuni è pensare che un componente venduto come “universale” vada bene: i pezzi devono essere omologati proprio per quella moto. E il fatto che la moto continui a funzionare non significa essere in regola. Anche superare la revisione non rende leciti eventuali interventi fatti in seguito.

Infine gli pneumatici. Una gomma può entrare nel cerchio e non dare problemi apparenti durante la guida, ma non per questo è utilizzabile a norma di legge. Vanno rispettate le misure e le caratteristiche riportate nei documenti del veicolo per quella specifica configurazione. Montare gomme diverse da quelle consentite crea grane in caso di controllo, durante la revisione e, soprattutto, se capita un incidente.

Fonte
Immagine: insella.it

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