La P di principiante è uno di quei dettagli che accompagnano chi sta imparando a guidare e che, spesso, genera parecchia confusione. Quando va messa, dove va messa, per quanto tempo e cosa si rischia a dimenticarsene. Sono domande più che legittime, perché dietro quella lettera nera su sfondo bianco c’è una serie di normative ben precise, e ignorarle può costare caro. Vale la pena fare chiarezza, punto per punto.
Il senso di quel contrassegno è semplice. Segnalare agli altri automobilisti che al volante c’è qualcuno ancora in fase di apprendimento, così da alzare il livello di attenzione sulla strada. Ma le regole che lo riguardano meritano un approfondimento vero, perché molti neopatentati partono da convinzioni sbagliate.
Quando è davvero obbligatoria la P di principiante
Qui casca il primo grande equivoco. La legge italiana, con l’articolo 334 del Codice della Strada, stabilisce che le auto usate durante le esercitazioni e gli esami di guida devono esporre il contrassegno con la lettera P. Attenzione però. L’obbligo riguarda soltanto il periodo di esercitazione con il foglio rosa, non il triennio successivo da neopatentato.
Tradotto in parole povere, una volta conseguita la patente la P può essere tolta senza problemi. C’è chi sceglie di lasciarla per un po’, giusto per segnalare agli altri conducenti di essere alle prime armi, ma si tratta di una scelta del tutto facoltativa. Diverso il discorso delle restrizioni da neopatentato, che invece durano tre anni dal conseguimento della patente e riguardano cose come il limite di cilindrata, il rapporto peso potenza e il tasso alcolemico, a prescindere dall’età di chi guida.
Dove e come posizionare la P sul veicolo
Il posizionamento non è lasciato al caso. Il contrassegno va applicato sia davanti che dietro, in modo che sia ben visibile ma senza intralciare la visuale di chi guida o dell’istruttore. Il colore deve essere nero su sfondo bianco retroriflettente, così da garantire la leggibilità anche di notte. La lettera va messa in alto a destra sul parabrezza anteriore e a destra o a sinistra sul lunotto posteriore.
Anche le dimensioni hanno le loro regole. Il contrassegno anteriore misura 12 x 15 cm, con la P alta 12 cm e larga 9 cm. Quello posteriore è più grande, 30 x 30 cm, con la lettera che arriva a 20 cm di altezza e 18 di larghezza. Per i veicoli delle categorie M2, M3, N2 e N3 le misure salgono a 50 x 50 cm, davanti e dietro. Le auto delle autoscuole seguono invece una normativa a parte, con il pannello rettangolare e la scritta Scuola Guida al posto della semplice P.
Le sanzioni per chi dimentica la P
Chi si esercita con il foglio rosa, quindi dopo aver superato la teoria ma non ancora la prova pratica, è obbligato a esporre il contrassegno davanti e dietro. In caso contrario scattano le sanzioni previste dall’articolo 122 del Codice della Strada, con un importo che va da 87 a 344 euro. Non proprio una cifra trascurabile per chi sta ancora facendo le prime manovre.
Per evitare guai il consiglio è semplice. Esporre correttamente la lettera sia davanti che dietro, assicurarsi che il materiale sia realmente retroriflettente e fissare bene il contrassegno, così da non ritrovarselo volato via alla prima pioggia. E naturalmente rispettare alla lettera le misure indicate. Le sanzioni per la mancata esposizione della P restano fissate tra 87 e 344 euro.
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Immagine: infomotori.com
