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Mobilità e Smart city

Viaggio elettrico in Campania: Napoli e Irpinia sottosopra

Un viaggio elettrico in Campania che parte da un'idea semplice ma potente: l'auto a batteria non è soltanto una tecnologia, è un modo diverso di scoprire i luoghi. Silenzioso, lento quanto basta, rispettoso. E così Napoli non si visita come fanno tutti, con la guida in mano e il solito giro da...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Un viaggio elettrico in Campania che parte da un’idea semplice ma potente: l’auto a batteria non è soltanto una tecnologia, è un modo diverso di scoprire i luoghi. Silenzioso, lento quanto basta, rispettoso. E così Napoli non si visita come fanno tutti, con la guida in mano e il solito giro da cartolina. Napoli si vive. Il percorso proposto da Electric-Trips è un circuito pensato proprio per questo, con tanto di gozzo a propulsione elettrica nel Golfo e poi la sorpresa dell’Irpinia, tra borghi fantasma e una cucina che vale il viaggio.

La base di partenza è Ercolano, al Vesuvius Palace Aparthotel, struttura comoda con parcheggio gratuito e due punti di ricarica da 11kW nel giardino. A quindici minuti a piedi c’è il museo archeologico, dall’altra parte la fermata Miglio d’oro della Circumvesuviana, il treno che collega Napoli a Sorrento. In venti minuti ci si ritrova in centro città. A pochi chilometri, poi, il centro commerciale Vulcano Buono offre le colonnine fast di Electrip con uno sconto del 25 per cento grazie a una promo dedicata, dettagli sull’app dell’operatore.

Napoli, il ventre di pietra e il mare d’inverno

Qui la superficie è solo un velo. La geologia vulcanica ha scavato sotto i piedi un mondo speculare, fatto di percorsi quasi magici. Per entrare nell’anima sotterranea della città si parte dal Garage Quick Morelli, considerato tra i quindici parcheggi più belli al mondo, ricavato nella roccia e collegato alla Galleria Borbonica. Dentro si prenotano posti riservati ai veicoli elettrici con ricarica gestita da QueenEnergy. Da non perdere l’ascensore archeologico della Pietrasanta, che porta a 35 metri di profondità nel Museo Lapis, un labirinto di cunicoli scavati nel tufo. Poi il mare, a bordo di un gozzo 100 per cento elettrico in collaborazione con Nesis, che scivola nelle aree marine protette fino al Palazzo degli Spiriti a Marechiaro. Niente rumore, niente gasolio, solo le onde. Tra le tappe più vere ci sono via San Gregorio Armeno con i presepi fatti a mano, i Quartieri Spagnoli con il muro che grida tra street art e vita quotidiana, e l’Ospedale delle Bambole, laboratorio di restauro del 1800. Per chiudere, una salita all’Eremo dei Camaldoli a 458 metri, con vista sul Golfo.

L’Irpinia punk, tra borghi fantasma e caciocavallo

Lasciata la costa si punta verso l’interno montuoso. Se Napoli è melodia, l’Irpinia è punk: selvaggia, indomita, lontanissima dall’immagine classica della regione. Una carica all’80 per cento della Tesla Model 3 basta e avanza per le tappe. Il terremoto del 1980 ha lasciato ferite oggi trasformate in musei a cielo aperto. Prima sosta ad Apice Vecchia, borgo sospeso nel tempo, con una fast gestita da Eni Plenitude poco prima della fortezza. Poi Conza Vecchia e Melito Irpino, testimoni di una storia interrotta, in contrasto con i borghi rifioriti come Zungoli e le case colorate di Calitri, celebre per la ceramica. A tavola l’Irpinia si sta affermando come destinazione enogastronomica di pura genuinità, con vini minerali e caciocavallo podolico. Il percorso si chiude a Benevento, dove appena fuori città vale la sosta per assaggiare le mozzarelle di bufala, con tanti punti di ricarica distribuiti sul territorio.

Fonte
Immagine: vaielettrico.it

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