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DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro: storia e segreti

La DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro è una di quelle automobili che il cinema ha trasformato in leggenda. Non per la velocità, non per il prezzo e nemmeno per il prestigio, ma per la capacità di incarnare un'idea, un'emozione, un desiderio che tocca tutti. Entrata nell'immaginario collettivo...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro è una di quelle automobili che il cinema ha trasformato in leggenda. Non per la velocità, non per il prezzo e nemmeno per il prestigio, ma per la capacità di incarnare un’idea, un’emozione, un desiderio che tocca tutti. Entrata nell’immaginario collettivo grazie alla trilogia di Robert Zemeckis, la vettura guidata da Marty McFly, interpretato da Michael J. Fox, è diventata molto più di un oggetto di scena.

Nel film del 1985 la DeLorean non è soltanto l’invenzione del geniale Doc Brown. È il mezzo con cui Marty entra in contatto con epoche diverse, affronta le proprie paure e scopre qualcosa di fondamentale su sé stesso e sulla sua famiglia. Un simbolo del viaggio, della scoperta e della possibilità di riscrivere la propria storia.

Un’auto nata per guardare al futuro

La scelta della DeLorean come macchina del tempo non è affatto casuale. La sua estetica era già proiettata in avanti: carrozzeria in acciaio inox, portiere ad ala di gabbiano e un design firmato da Giorgetto Giugiaro. Quando venne presentata nei primi anni Ottanta, la DMC-12 rappresentava una visione innovativa dell’automobile, anche se la sua storia commerciale fu breve e piena di difficoltà.

Ed è proprio questo a renderla perfetta per il film. La DeLorean sembrava arrivare da un’altra epoca, aveva un aspetto futuristico quasi fantascientifico, eppure restava un’auto reale con una personalità tutta sua. Nel racconto diventa il punto d’incontro tra passato e futuro, tra tecnologia e immaginazione. E come Marty, sembra sempre cercare il proprio posto nel mondo.

Il legame tra il protagonista e la vettura nasce dalla stessa esigenza: la voglia di scoprire cosa c’è oltre il presente. Marty è un adolescente curioso, appassionato di musica, in cerca di uno spazio suo. Il viaggio nel tempo gli permette di guardare il passato con occhi nuovi e capire quanto le scelte personali pesino sul futuro. La DeLorean DMC-12 diventa così una metafora della sua crescita.

Sotto la pelle: il V6 PRV e la storia travagliata di John DeLorean

Al di là dell’estetica avveniristica e delle portiere ad ala di gabbiano, la vera storia della DMC-12 fu segnata da guai industriali e prestazioni sottotono. Prodotta nello stabilimento nordirlandese di Dunmurry tra il 1981 e il 1982, l’auto voluta dal visionario John DeLorean non mantenne le promesse di super sportiva.

Sotto il cofano posteriore batteva infatti un motore V6 PRV (Peugeot, Renault, Volvo) da 2,8 litri, capace di appena 130 CV, soffocato dalle rigide normative anti inquinamento statunitensi. L’insuccesso commerciale e il rapido fallimento della compagnia arrivarono prima ancora che il film uscisse nelle sale, trasformando la vettura in un raro pezzo da collezione prima che in una star di Hollywood.

Le 88 miglia orarie e i 1,21 Gigawatt: i numeri del mito

Nella finzione di Zemeckis la DeLorean non è una semplice quattroruote, ma una complessa macchina del tempo nata dal genio di Doc Brown. Per varcare la soglia del continuo spazio temporale servono due condizioni diventate ormai culto: raggiungere la velocità critica di 88 miglia orarie (circa 141 km/h) e generare una scarica imponente, quantificata in esattamente 1,21 Gigawatt, i celebri “Uno e Ventuno” esclamati dal dottor Emmett Brown.

Quella potenza era inizialmente garantita dalle reazioni al plutonio nel reattore nucleare di poppa, poi sostituito dal più pratico convertitore domestico “Mr. Fusion” e canalizzata attraverso l’elemento chiave dell’intera invenzione: il flusso canalizzatore. A quasi quarant’anni dall’uscita del primo film, la DeLorean continua a essere una delle automobili più amate del grande schermo, capace di rappresentare il desiderio umano di esplorare, cambiare e immaginare nuove possibilità.

Fonte
Immagine: newsauto.it

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