Vai al contenuto

Auto

Persol e Olivetti: gli occhiali che rendono omaggio alla Lettera 22

La collezione Persol e Olivetti nasce da un'idea che, a pensarci bene, ha una logica quasi perfetta: prendere la storica Lettera 22, una delle macchine da scrivere più iconiche del design italiano, e trasformare i suoi dettagli meccanici in un paio di occhiali. Non è un semplice omaggio nostalgico....

Dario Di Dario 3 min di lettura

La collezione Persol e Olivetti nasce da un’idea che, a pensarci bene, ha una logica quasi perfetta: prendere la storica Lettera 22, una delle macchine da scrivere più iconiche del design italiano, e trasformare i suoi dettagli meccanici in un paio di occhiali. Non è un semplice omaggio nostalgico. Qui si parte da un terreno comune tra i due marchi, ovvero la capacità di dare carattere a oggetti pensati per l’uso di tutti i giorni. Il progetto comprende la montatura da vista PO3416V, disponibile anche in un’edizione limitata di 2.500 esemplari, e gli occhiali da sole PO3417S, il cui lancio ufficiale è fissato per il 2 novembre 2026.

La collaborazione è stata sviluppata insieme alla Fondazione Adriano Olivetti e agli Archivi Olivetti. Un coinvolgimento che non è un dettaglio da poco, perché fornisce al progetto un riferimento storico preciso e permette di usare gli elementi della macchina da scrivere come parti coerenti della costruzione, non come semplici decorazioni appiccicate sopra. Il risultato si legge tutto nei passaggi tra acetato, metallo e gomma. Le superfici piene del frontale dialogano con aste sottili, mentre incisioni e accenti cromatici richiamano i componenti della Lettera 22.

La Lettera 22 diventa una grammatica di forme

La Lettera 22 fu progettata da Marcello Nizzoli nel 1950 ed è oggi conservata anche nella collezione del Museum of Modern Art di New York. La sua importanza sta tutta nell’equilibrio tra dimensioni compatte, chiarezza funzionale e qualità della forma. Persol, va detto, non prova a riprodurre la macchina in modo letterale. Ne seleziona piuttosto alcuni segni: il ritmo dei martelletti, la presenza tattile dei comandi, il rosso del tabulatore e le tinte legate alle sue versioni storiche.

Il ponte metallico inciso è il riferimento più immediato alla parte meccanica, quello che salta subito all’occhio. La guaina in gomma sulle aste, invece, cambia la sensazione al tatto, mentre la punta rossa interrompe la palette con un accento piccolo ma ben leggibile, quasi un dettaglio da scoprire. Ogni richiamo, insomma, svolge anche una funzione precisa nella struttura dell’occhiale.

Il modello da vista e la versione da sole

Il Persol PO3416V adotta una forma arrotondata e una costruzione bimaterica. Il frontale in acetato si abbina ad aste sottili in metallo, in parte rivestite dalla guaina in gomma, con la Freccia Persol a tenere ben riconoscibile l’identità del marchio. L’edizione limitata da 2.500 pezzi usa un acetato verde striato che sfuma verso tonalità più chiare, mentre le aste alternano argento e nero e il terminale rosso porta con sé il riferimento al tabulatore. Il modello è disponibile anche in versione regular, nelle tonalità nero e avana, con un packaging che monta una placca metallica Olivetti e un astuccio marrone.

La versione da sole PO3417S cambia le carte in tavola e sceglie una silhouette rettangolare. Il frontale in acetato si collega alle aste metalliche attraverso il ponte inciso e la cerniera con logo Olivetti personalizzato. La prima variante combina montatura nera e lenti marrone ciliegio, la più grafica delle due. La seconda punta su acetato avana e lenti verde oliva, un accostamento che richiama in modo più diretto i colori della macchina da scrivere. Anche il packaging cambia in base al modello: le pareti interne della scatola sono rosa oppure verdi, coordinate con le lenti.

Fonte
Immagine: quotidianomotori.com

Segnala un errore