Toyota a IAA Transportation 2026 si presenta con due partite ben distinte ma che, in fondo, si tengono insieme: da un lato la crescita dei veicoli da lavoro sul mercato europeo, dall’altro il tentativo di far entrare l’idrogeno nel mondo del trasporto pesante. Sul primo fronte i dati parlano già chiaro e sono solidi. Sul secondo, invece, buona parte delle risposte arriverà solo con i test dei prossimi mesi.
I numeri della gamma commerciale raccontano una parabola interessante. Negli ultimi cinque anni le vendite europee di Toyota Professional sono più che raddoppiate, arrivando oltre le 165 mila unità nel 2025, con una quota di mercato sopra il 7%. L’obiettivo fissato per il 2030 è ambizioso ma non campato in aria: 200 mila veicoli l’anno e l’8% del mercato europeo. In Italia, tra gennaio e agosto 2026, la divisione ha superato le 5 mila unità, con una quota del 6,3% nel mercato N1. Nel segmento elettrico si contano oltre 1.000 unità e il 27% di quota, con Proace City EV e Proace Max EV ai primi due posti tra i modelli più venduti.
L’elettrico cresce, ma la Casa non chiude nessuna porta
Con l’arrivo di Hilux a batteria, oggi la gamma commerciale del costruttore giapponese dispone di versioni BEV lungo tutta la linea. I modelli elettrici pesano per il 22% delle vendite Toyota Professional, contro una media di mercato che la stessa azienda stima intorno all’11%. Un divario notevole.
Detto questo, l’approccio resta multi tecnologico. A seconda del modello e del mercato convivono elettrico a batteria, sistemi ibridi a 48 volt e diesel, comprese le unità compatibili con HVO. «Non esiste una soluzione unica per ogni azienda», ha spiegato Till Conrad, Executive Vice President di Toyota Motor Europe, ricordando quanto le missioni operative possano essere diverse tra loro. Alla crescita dei volumi si affianca quella della rete: oltre 500 concessionarie specializzate in Europa, più del 165% rispetto al 2019, con manutenzione, assistenza stradale e veicoli sostitutivi. E poi Toyota Relax, i servizi finanziari e assicurativi, le attività di conversione dei veicoli, dalla refrigerazione ai cassoni ribaltabili.
L’idrogeno punta dritto sui mezzi pesanti
Sul fronte delle celle a combustibile il primo passo interno alla gamma sarà Hilux FCEV, atteso in produzione nel 2028. Per il pick up la Casa indica un’autonomia superiore ai 400 chilometri WLTP e una capacità di traino fino a 2.500 kg. Valori obiettivo, per ora, comunicati dal costruttore. Più concreto invece il lavoro con Scania: Toyota fornirà il proprio sistema fuel cell di terza generazione, da 300 kW, per 40 camion inseriti nel programma Pilot Partner della casa svedese. I mezzi finiranno nelle mani di clienti selezionati in condizioni operative reali, con i primi in servizio nel primo trimestre del 2027. I test dovranno misurare prestazioni, efficienza operativa e costo totale di proprietà.
Il secondo progetto coinvolge Iveco ed è dentro EMPOWER, programma Horizon Europe finanziato dall’Unione europea. Toyota fornisce il sistema a celle a combustibile, Iveco si occupa di sviluppo, integrazione e validazione del veicolo. La nuova Iveco S-eWay Fuel Cell usa sistemi Toyota per una potenza complessiva di 300 kW. Secondo i dati diffusi dalle aziende l’autonomia supera i 900 chilometri e la durata prevista va oltre le 25 mila ore di funzionamento. Rispetto alla generazione precedente la capacità della batteria viene dimezzata grazie a una gestione energetica diversa, con un calo anche del peso complessivo. Le attività di validazione partono nell’ultimo trimestre del 2026, le prime prove su strada nella prima metà del 2027. «Per operazioni ad alto chilometraggio e pesanti, la tecnologia a celle a combustibile a idrogeno offre un forte potenziale», sostiene Shinichi Yasui, Executive Vice President R&D di Toyota Motor Europe.
C’è poi un aspetto che cambia il quadro. Toyota non è più soltanto costruttore di veicoli fuel cell, ma fornitore di sistemi per altri produttori. La sua tecnologia è già impiegata in automobili, autobus, camion, treni, applicazioni marine e sistemi fissi. Dal 2022 il
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Immagine: fleetmagazine.com
