Quei numeri e lettere sugli pneumatici sembrano un rompicapo, ma in realtà raccontano tutto quello che serve sapere sulla gomma montata sotto la macchina. Chi ha buttato l’occhio sul fianco di uno pneumatico si sarà trovato davanti qualcosa tipo 225/45 R17 91W, seguito da altri codici, dalla sigla DOT e da una serie di marcature che a prima vista possono intimidire. Niente panico, però. Quella sequenza apparentemente casuale è una specie di carta d’identità che dice quanto è largo lo pneumatico, quanto è alta la spalla, che tipo di costruzione usa, per quale cerchio è adatto, quanto peso regge e fino a che velocità è omologato. Alcuni di quei numeri, addirittura, svelano anche quando la gomma è stata prodotta.
Cosa significa davvero 225/45 R17 91W
Prendiamo la marcatura classica e spacchettiamola pezzo per pezzo. Il 225 indica che lo pneumatico è largo 225 millimetri. Il numero successivo, 45, corrisponde all’altezza della spalla, che è pari al 45% della larghezza. Poi arriva la R, che sta per costruzione radiale: le tele della carcassa sono disposte perpendicolarmente alla direzione di marcia, il che migliora flessibilità, stabilità e durata. Il 17 dice che la gomma è adatta a un cerchio da 17 pollici.
Ci sono poi due elementi che spesso vengono ignorati ma che pesano parecchio. Il 91 è l’indice di carico e indica quanto peso lo pneumatico riesce a sostenere: in questo caso 615 kg se gonfiato correttamente. La W, invece, è il codice di velocità e significa che la gomma è omologata fino a 270 km/h in condizioni specificate. Insomma, quella che sembra una sequenza buttata a caso è a tutti gli effetti una scheda tecnica in formato ridotto, uno standard che permette ad automobilisti, gommisti e case auto di riconoscere al volo le caratteristiche principali di uno pneumatico.
Perché questi numeri contano e cosa nasconde il codice DOT
Non è una questione estetica. Lo pneumatico deve essere compatibile con il veicolo, e una larghezza sbagliata, un diametro errato o un indice di carico non adeguato possono compromettere montaggio e prestazioni. Ecco perché le case costruttrici prescrivono misure precise per ogni modello. L’indice di carico in particolare è fondamentale, perché una gomma non è progettata solo per un certo diametro di cerchio ma anche per un carico massimo ben definito. Stesso discorso per il codice di velocità: una lettera più alta non vuol dire automaticamente che lo pneumatico sia migliore per qualsiasi auto, indica solo la velocità massima che può reggere.
C’è poi la marcatura DOT, che insieme al Tire Identification Number, o TIN, aiuta a identificare la gomma e i dettagli della produzione. Il TIN può contenere il produttore, lo stabilimento, la misura e la data di fabbricazione, ed è utile anche per gli eventuali richiami. Le ultime quattro cifre del codice data sono le più preziose. Per gli pneumatici prodotti dal 2000 in poi, quelle quattro cifre indicano settimana e anno di produzione. Un codice che finisce con 2424, ad esempio, vuol dire che la gomma è stata fabbricata nella 24ª settimana del 2024. Un dettaglio che torna utile quando si comprano pneumatici usati o si vuole capire da quanto tempo un treno di gomme è fermo in magazzino.
Come evitare di comprare lo pneumatico sbagliato
La prossima volta che si passa dal gommista, il consiglio è di non fermarsi ai primi tre numeri ma di leggere la specifica completa. Due pneumatici possono essere entrambi larghi 225 millimetri e adatti a un cerchio da 17 pollici, eppure avere indici di carico, codici di velocità o destinazioni d’uso completamente diversi. Il manuale d’uso dell’auto oppure l’etichetta informativa presente sul veicolo riportano misura e specifiche raccomandate dal costruttore.
Vale anche la pena controllare le gomme già montate prima di ordinare i ricambi. Se i numeri non corrispondono a quelli previsti per il proprio veicolo, meglio non dare per scontato che vadano bene solo perché entrano fisicamente sul cerchio. Quell’insieme di lettere e numeri, alla fine, non è affatto disordine: sono le informazioni di cui il settore degli pneumatici ha bisogno per identificare con precisione ogni singolo prodotto. Le ultime quattro cifre del codice DOT, per esempio, restano il modo più rapido per sapere in che sett
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Immagine: it.motor1.com
