La Puma x le Père Suede arriva a ridisegnare una delle sneaker più riconoscibili degli archivi sportivi tedeschi, portandola verso un territorio decisamente più raffinato. Suede color cream, dettagli verdi, punta divisa che strizza l’occhio alle vecchie calzature francesi da bowling. Il risultato è una scarpa pensata per dialogare con il guardaroba maschile di oggi, dove la silhouette affusolata conta quanto il materiale. Il debutto è avvenuto nel flagship store le Père di New York, primo capitolo della capsule autunno inverno 2026.
La collaborazione non insegue la moda delle sneaker voluminose. Anzi, va nella direzione opposta. Il profilo si assottiglia, la punta guadagna definizione e la tomaia interamente in suede premium sostituisce l’impatto sportivo con qualcosa di più morbido, più tattile. Una scelta che rispecchia il concetto di “Gentle Man” elaborato da le Père nel Lower East Side, cioè una mascolinità rilassata, fatta di capi curati ma senza rigidità formale.
Puma e le Père rendono la Suede più elegante
Rispetto alle versioni classiche della Suede, quello che cambia davvero è la percezione al piede. La linea sottile accompagna pantaloni ampi, lane leggere e giacche destrutturate senza creare lo stacco visivo tipico di una scarpa puramente atletica. È lo stesso territorio esplorato dal Versatility Pack, ma qui sviluppato con un linguaggio più sofisticato.
Il riferimento alle calzature francesi da bowling emerge nelle proporzioni basse e nella costruzione della punta. La struttura a punta divisa introduce una linea che spezza la superficie anteriore e rende la scarpa riconoscibile, senza però trasformarla in un esercizio decorativo. Attenzione a non confonderla con le calzature tabi: la divisione lavora sulla costruzione visiva della tomaia e richiama le pannellature funzionali delle scarpe sportive d’archivio. Il pannello posteriore a contrasto, poi, raccoglie i loghi le Père e Puma, concentrando la firma condivisa sul tallone.
Cream e verde, una palette facile da portare
La base cream è più calda del bianco ottico e meno sportiva di un total white. Funziona con écru, cammello, marrone, grigio antracite e blu scuro, permettendo alla scarpa di attraversare outfit diversi senza risultare fuori posto. I dettagli verdi aggiungono un accento controllato, danno ritmo alla tomaia neutra e offrono un colore da riprendere magari con una maglia o una sciarpa. Per un risultato più maturo basta un solo richiamo cromatico.
Con il tailoring morbido diventa una sneaker da città a tutti gli effetti. Pantaloni grigio fumo con una pince, polo in maglia verde bosco e blazer destrutturato color tabacco: la Suede cream alleggerisce la base sartoriale mentre il dettaglio verde crea continuità con la maglia. Un piccolo accorgimento, la lunghezza del pantalone deve lasciare visibile almeno una parte della tomaia, altrimenti il profilo affusolato sparisce. Calze sottili antracite o écru completano il tutto.
Chi preferisce un casual più ricercato può puntare su un jeans raw dalla gamba dritta, camicia Oxford azzurro pallido e giacca corta in suede marrone. Qui il gioco è tutto sul dialogo fra due suede, che funziona finché le tonalità restano distinte, con il marrone del capospalla più profondo del cream della sneaker. Terza opzione, il look workwear: pantaloni fatigue verde oliva, T-shirt pesante écru e overshirt blu navy, dove il verde della scarpa viene assorbito dal pantalone. Serve però mantenere linee precise e tessuti compatti, per evitare l’effetto uniforme da lavoro. La sneaker ha debuttato nel flagship store le Père di New York.
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Immagine: quotidianomotori.com
