Atelier Alpine Milano apre la settimana del Gran Premio d’Italia con un parterre di ospiti che difficilmente passa inosservato. In via Amerigo Vespucci 8, a due passi da piazza Gae Aulenti, il marchio francese ha allargato i propri spazi e ha chiamato a raccolta Flavio Briatore insieme ai piloti Pierre Gasly e Franco Colapinto. In esposizione le vetture, la possibilità di provare su strada A290 e A390, un simulatore professionale e tutti gli appuntamenti legati al mondo della Formula 1.
L’idea è chiara, trasformare uno showroom in qualcosa di diverso. Non più solo un posto dove guardare le auto, ma un punto di ritrovo per chi segue il brand, le sue sportive stradali e il lavoro della squadra in pista.
Uno spazio nel cuore di Milano che cambia pelle
Alpine ha mostrato l’evoluzione del suo Atelier milanese, uno spazio che era già attivo nella zona. L’ampliamento serve a renderlo un luogo di incontro stabile, dove far convivere consulenza, cultura dell’auto ed eventi in un contesto cittadino. Entro la fine del 2026 arriverà anche un’area ristorazione realizzata insieme a Cantun Bakery & Bistrot.
Il progetto va oltre la funzione classica del salone espositivo. Qui si possono conoscere i modelli e partecipare a iniziative collegate ai principali weekend del motorsport, quelli che fanno battere il cuore agli appassionati.
Briatore, Gasly e Colapinto portano la pista in città
All’inaugurazione è andato in scena l’incontro “Born to Race, Built to Dream”, dedicato al legame tra attività sportiva, sviluppo tecnologico e auto di serie. Sul palco Flavio Briatore, Pierre Gasly e Franco Colapinto, tutti protagonisti del BWT Alpine Formula One Team.
Si è parlato della stagione 2026, della crescita della squadra e del lavoro fatto dai piloti insieme a ingegneri e tecnici. Gasly e Colapinto rappresentano due modi diversi di stare in pista. Il francese porta l’esperienza di tante stagioni e una vittoria in carriera, l’argentino appartiene alla nuova generazione e partecipa allo sviluppo del progetto sportivo. Il confronto tra i due racconta bene quanto contino feedback, adattamento e metodo nel lavoro quotidiano.
La Race Week e le elettriche A290 e A390
La Race Week dell’Atelier Alpine Milano accompagna il Gran Premio d’Italia dal 4 al 6 settembre 2026. Il programma prevede la visione di qualifiche e gara, una specie di alternativa cittadina alle tribune di Monza. E poi c’è il simulatore professionale, che permette di avvicinarsi alle logiche della guida in circuito. Frenata, punto di corda, rilascio dell’acceleratore, gestione dei cordoli, tutto assume un peso concreto su un tracciato come Monza, dove le velocità medie altissime e le staccate violente non perdonano.
La gamma disponibile per i test drive comprende Alpine A290 e la nuova A390. La prima è una compatta sportiva elettrica pensata per l’uso di tutti i giorni, la seconda ha una carrozzeria fastback a cinque posti e spinge il marchio verso un segmento più alto. A290 sviluppa fino a 160 kW e va da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi nella versione più potente, con batteria da 52 kWh e motore anteriore. A390 usa invece tre motori elettrici e la trazione integrale, con il sistema Alpine Active Torque Vectoring che distribuisce la coppia tra le ruote posteriori per lavorare su agilità e stabilità.
Dal circuito alla strada, questione di metodo
Il rapporto tra Formula 1 e auto stradali va letto con attenzione. A290 e A390 non derivano dalla monoposto e non ne condividono il propulsore. Il collegamento riguarda soprattutto i metodi, simulazione, analisi dei dati, gestione termica e controllo del veicolo. In Formula 1 ogni modifica passa da telemetria, simulazione e riscontro del pilota, e lo stesso approccio sperimentale può aiutare lo sviluppo di un’auto di serie, dove gli obiettivi sono comfort, sicurezza, autonomia e comportamento prevedibile.
L’elettrificazione rende centrale il software. La distribuzione istantanea della coppia, il recupero di energia e la gestione della temperatura richiedono strategie di controllo sofisticate, e l’es
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Immagine: quotidianomotori.com
