Con la scadenza del 2027 sempre più vicina, il regolamento AFIR torna a far parlare di sé e coinvolge in modo diretto chi gestisce la rete di ricarica pubblica. Il Regolamento europeo 2023/1804 è in vigore già dal 2024, ma le disposizioni più pesanti per le colonnine stanno entrando in gioco solo adesso, un pezzo alla volta. Tra queste spicca l’obbligo di accettare il pagamento con carta anche sulle infrastrutture ad alta potenza che erano già installate. Resta invece un punto interrogativo enorme: quello delle sanzioni legate alla violazione degli obblighi.
Facciamo un passo indietro. Il Regolamento (UE) 2023/1804 si applica dal 13 aprile 2024 e ha messo nero su bianco una serie di requisiti comuni per tutte le infrastrutture accessibili al pubblico. Si va dai sistemi di pagamento alla trasparenza delle tariffe, fino agli obiettivi di copertura della rete TEN-T. Nessuna sorpresa dell’ultima ora, insomma. È un impianto normativo che sta semplicemente attraversando le varie fasi di applicazione pensate a tavolino dal legislatore europeo. Uno dei requisiti più chiacchierati in questi giorni riguarda la distanza tra le stazioni lungo la rete stradale TEN-T. L’AFIR chiede che sulla rete centrale i gruppi di stazioni siano posizionati a una distanza massima di 60 chilometri, con requisiti di potenza che crescono nel tempo. La prima scadenza per gli Stati membri era fissata al 31 dicembre 2025. Attenzione però: non riguarda tutta la rete stradale europea, ma solo alcuni tratti precisi della rete transeuropea dei trasporti.
Il nodo dei pagamenti e la data chiave del 2027
La partita più delicata per gli operatori è quella dei sistemi di pagamento. L’AFIR stabilisce che nei punti di ricarica installati dal 13 aprile 2024 deve essere possibile fare una ricarica ad hoc con strumenti di pagamento elettronici diffusi in tutta l’Unione. Per le colonnine sotto i 50 kW il regolamento apre anche a soluzioni più leggere, come una connessione Internet e la generazione di un codice QR. Per i punti da 50 kW in su, invece, servono lettori di carte oppure dispositivi contactless. Ma il passaggio più importante scatta il 1° gennaio 2027. Da quella data l’obbligo di pagamento con carta o contactless si estende anche ai punti da 50 kW e oltre installati prima del 13 aprile 2024, a patto che si trovino lungo la rete TEN-T oppure in un’area di parcheggio sicura e protetta. Ecco perché questa norma può avere effetti concreti sullo stock già operativo, imponendo in alcuni casi interventi sull’hardware e sui sistemi di pagamento.
C’è poi il capitolo dei prezzi. Per i punti pubblici da almeno 50 kW il prezzo ad hoc deve basarsi sul costo dell’energia in euro per kWh, con la possibilità di aggiungere una tariffa di occupazione calcolata al minuto. Le informazioni sul prezzo devono essere disponibili alla stazione prima di avviare la sessione, così l’utente sa quanto spenderà e può confrontare con altre colonnine. Anche questa non è una novità del 2026, fa parte del pacchetto AFIR applicato gradualmente.
E i controlli? Qui il quadro si fa nebuloso
Quando si passa dagli obblighi alla loro applicazione reale, salta fuori un aspetto molto meno definito. Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e non richiede una trasposizione nazionale come accade con una direttiva. Il punto è che il testo dell’AFIR non prevede un sistema europeo dettagliato di sanzioni per i singoli operatori che non rispettano i requisiti. Quello che c’è è un sistema di monitoraggio dell’attuazione, con interventi della Commissione verso gli Stati membri rimasti indietro rispetto agli obiettivi.
Resta quindi una domanda pesante in vista delle prossime scadenze: cosa succede davvero a un operatore che non adegua per tempo un’infrastruttura soggetta agli obblighi? Sarebbe sbagliato dire che non ci siano conseguenze, perché possono entrare in gioco altre norme nazionali o settoriali applicabili al caso specifico. Ma è altrettanto importante non confondere queste eventuali sanzioni con un sistema sanzionatorio previsto direttamente dall’AFIR. Un esempio arriva dalla disciplina italiana sulla certificazione dei corrispettivi delle ricariche. Nel 2025 sono state introdotte regole precise sulla mem
Fonte
Immagine: e-ricarica.it
