La Mitsubishi Pajero è finalmente tornata, e lo fa in grande stile. La Casa dei tre diamanti ha tolto i veli alla nuovissima generazione del suo fuoristrada più iconico, quello che per decenni ha rappresentato l’idea stessa di veicolo capace di andare ovunque. Un ritorno che riporta il marchio giapponese nel segmento dei veri fuoristrada, quelli senza compromessi, costruiti per lavorare sodo e non solo per fare bella figura in città.
Chi conosce la storia sa quanto pesi questo nome. La Pajero, prodotta dal 1982, era uscita di scena nel 2021 dopo trentanove anni di carriera, salutata da una malinconica “Final Edition”. Dietro l’addio c’erano problemi finanziari e l’ingresso nell’alleanza Renault Nissan Mitsubishi, che aveva spinto i vertici verso modelli di maggior volume. Ma il vento è cambiato.
La rinascita di un mito con oltre 3 milioni di unità vendute
Il ritorno alla ribalta dei fuoristrada con telaio portante ha convinto Mitsubishi a rimettere in pista il suo modello bandiera, forte di una reputazione leggendaria e di oltre 3,2 milioni di unità vendute nel mondo. La quinta generazione, indicata come modello 2027, non fa mistero delle proprie intenzioni. È un fuoristrada serio, con dimensioni da vera ammiraglia e un design squadrato e massiccio che pesca a piene mani dalla prima serie.
Basta guardarla per capirlo. Il montante posteriore richiama il roll bar della Pajero originale, il taglio verticale del posteriore e la ruota di scorta ancorata sul portellone completano un quadro fatto di citazioni al passato. Dentro, invece, il clima cambia: superfici morbide al tatto e un lavoro sui dettagli ispirato all’artigianato tradizionale giapponese. C’è spazio per 7 passeggeri distribuiti su 3 file di sedili. Le misure parlano chiaro, con 4,92 metri di lunghezza, 1,92 di larghezza, 1,91 di altezza e un passo di 2,87 metri.
Motore diesel e trazione integrale S-AWC
Sotto pelle troviamo tutto ciò che serve per fare sul serio. Telaio a longheroni, cambio automatico a 8 marce e sistema di trazione integrale S-AWC, il Super All Wheel Control che permette di scegliere tra diverse modalità di marcia: 2H con la sola trazione posteriore, 4H con il quattro ruote motrici permanente, 4HLc con blocco del differenziale centrale e 4LLc con blocco e marce ridotte per le situazioni più estreme.
Al debutto c’è un solo motore diesel, un quattro cilindri da 2,4 litri capace di 204 CV e 480 Nm di coppia. Rispetta lo standard Euro 6d ed è il primo grande propulsore del marchio a montare di serie il sistema AdBlue. Le emissioni stimate si aggirano intorno ai 200 g/km di CO₂, meno rispetto alla generazione precedente, anche se i dati definitivi di omologazione sono ancora in corso di pubblicazione. La piattaforma, va detto, nasce già predisposta per accogliere in futuro versioni ibride plug in.
Le vendite partiranno prima nei mercati del Sud Est asiatico, in Giappone e in Australia verso la fine del 2026, per poi allargarsi in oltre 100 Paesi. Il debutto nelle concessionarie europee è atteso nel corso del 2027, con ogni probabilità in coincidenza con l’arrivo della variante ibrida.
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Immagine: fleetmagazine.com
