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Il linguaggio segreto dei motociclisti: i gesti da conoscere

Il linguaggio dei motociclisti è una di quelle cose che chi non guida una moto fatica a immaginare, eppure esiste eccome. Parlare mentre si è in sella non è per niente semplice, tra il casco che copre il volto e la velocità che si porta via ogni parola. Ecco perché, nel tempo, chi ama le due ruote...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Il linguaggio dei motociclisti è una di quelle cose che chi non guida una moto fatica a immaginare, eppure esiste eccome. Parlare mentre si è in sella non è per niente semplice, tra il casco che copre il volto e la velocità che si porta via ogni parola. Ecco perché, nel tempo, chi ama le due ruote ha messo a punto un codice tutto suo, fatto di gesti chiari e riconoscibili praticamente ovunque nel mondo.

I motociclisti, in effetti, sono una categoria a parte tra chi frequenta la strada. Le differenze con gli automobilisti sono tante e questo modo di comunicare a distanza è forse la più affascinante. Non c’è la mimica del viso a disposizione, non c’è la voce, resta solo il movimento delle mani. E allora il primo gesto, quello che apre tutto, è il saluto.

Il saluto e la segnalazione degli ostacoli

Quando due motociclisti si incrociano per strada, la buona regola vuole che si scambino un cenno mostrando l’indice, oppure indice e medio a formare una V. C’è anche chi allarga il piede destro se sta effettuando un sorpasso, un modo diverso ma altrettanto valido per dire ciao. Un gesto piccolo, quasi impercettibile, che però racconta tanto del rispetto che lega chi condivide questa passione.

Poi c’è la sicurezza, e qui entra in gioco un movimento fondamentale. Chi viene incontro e muove la mano sinistra dall’alto verso il basso, a palmo aperto, sta dicendo qualcosa di preciso: vai piano e stai attento. Un avvertimento prezioso, che può prevenire brutte sorprese dietro la curva. Allo stesso modo, se un altro motociclista in direzione opposta punta il dito verso l’asfalto, sta segnalando un pericolo a terra, magari una pozzanghera, dei sassi o qualcosa di simile.

Rifornimento, pause e come lasciar passare

Quando si viaggia in comitiva, ognuno con la propria moto, la comunicazione diventa ancora più utile. Se all’improvviso si accende la spia della riserva, bisogna avvisare il gruppo del bisogno di fare benzina. Basta avvicinarsi al capo cordata e indicare il serbatoio con la mano sinistra, pollice e indice tesi. Semplice e immediato.

Anche fame e sete hanno i loro segnali, tre gesti molto simili tra loro. Per mangiare si porta la mano sinistra verso la bocca con i polpastrelli uniti. Per bere si fa un gesto simile, col pollice come se si stesse dicendo ok e portato verso le labbra. E per la classica pausa caffè si uniscono solo indice e pollice davanti alla bocca, quasi a mimare la tazzina dell’espresso. Piccoli codici che rendono ogni giro insieme più fluido.

Resta un ultimo gesto, quello per rallentare e lasciar passare chi segue. In questo caso ci si sposta sul lato destro della carreggiata e si allarga la mano sinistra aperta. Chi arriva capisce al volo, sorpassa e, nella migliore delle ipotesi, ricambia con un cenno di ringraziamento. Sono questi i sei gesti basilari più diffusi tra i motociclisti, quelli che li accomunano e li tengono uniti in una passione condivisa.

Fonte
Immagine: insella.it

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