Capire quanto costa fare 100km con un’auto elettrica rispetto a una a benzina o diesel è diventato il nodo centrale per chiunque stia pensando al prossimo acquisto. E i numeri raccontano una storia che fino a poco tempo fa sembrava quasi impensabile. Un confronto dettagliato, pubblicato su LinkedIn da Emanuele Regalini, aiuta a mettere ordine. E non parliamo di un commentatore qualsiasi, visto che Regalini è un componente di Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Insomma, una voce che merita attenzione.
Il quadro che emerge è piuttosto netto. A conti fatti, già nei mesi scorsi, soltanto le ricariche più costose risultavano meno convenienti rispetto ai carburanti tradizionali. Tutto il resto, invece, sembra pendere dalla parte della spina.
Solo le colonnine HPC restano più care
Il confronto si appoggia su un grafico che copre il periodo da gennaio 2025 ad agosto 2026. Un dettaglio non da poco, perché questi dati non tengono ancora conto degli ultimi rincari dei carburanti, resi più pesanti per il diesel dalla fine dello sconto statale di 6 centesimi sulle accise. Quindi, se già così la situazione pendeva verso l’elettrico, oggi lo squilibrio è probabilmente ancora più marcato.
In parole povere, già ad agosto erano soltanto le ricariche HPC, le cosiddette ultra-fast, a costare più di benzina e gasolio. Tutto il resto, dalla ricarica lenta di casa fino a quella rapida, si manteneva su livelli competitivi. Regalini lo ha riassunto bene parlando di un vero e proprio cambio di passo strutturale nei costi di ricarica e rifornimento. Non un episodio passeggero, ma una tendenza di fondo.
Il dirigente ha preso come riferimento i dati del monitoraggio mensile del MIMIT, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sui prezzi medi della ricarica elettrica. E da lì sono emersi trend che, a suo dire, meritano un’analisi approfondita.
Le ricariche rapide scendono, i carburanti salgono
C’è poi un altro elemento che rende la fotografia ancora più chiara. Secondo l’Osservatorio di Adiconsum e TariffEv, è possibile calcolare il costo di pareggio dell’elettrico al kWh rispetto a un litro di diesel, benzina e GPL. Un modo semplice per capire dove conviene davvero scegliere la spina.
Analizzando il grafico sui costi medi per 100 km nel periodo considerato, Regalini individua tre movimenti chiave. Il primo riguarda la ricarica Fast e Ultrafast, in calo costante da oltre un anno, nonostante la crescita del PUN, cioè il prezzo dell’energia all’ingrosso. Un dato controintuitivo, ma reale.
Il secondo movimento è l’aumento rapido dei carburanti. Negli ultimi sei mesi, pur con gli sconti sulle accise, benzina e gasolio sono cresciuti in fretta. Al punto da superare persino il costo della ricarica elettrica lenta in corrente alternata, la cosiddetta AC. Un sorpasso che fino a poco tempo fa non si vedeva.
Il terzo elemento è quello che Regalini chiama il crossover dei costi. In pratica, il costo per 100 km a benzina ha ormai raggiunto e pareggiato quello della ricarica Fast in corrente continua, la DC. Due mondi che si incontrano a metà strada, cambiando di fatto il calcolo di convenienza per milioni di automobilisti.
Fonte
Immagine: vaielettrico.it
