C’è una Totem GT Super che a Monterey ha fatto girare la testa a chiunque le passasse accanto, e non è un modo di dire. In mezzo a Ferrari, Bugatti e classiche da milioni, questa coupé che a prima vista sembra una splendida Alfa Romeo Giulia GT Bertone ha rubato la scena. Poi però ci si avvicina, si guarda meglio, e ci si accorge che di Alfa qui è rimasto pochissimo. Sul posto qualcuno ha raccontato che dell’auto donatrice sopravvivono solo le maniglie delle porte. Difficile verificarlo fino all’ultima vite, ma crederci viene naturale.
Sotto quella carrozzeria dal fascino d’epoca c’è infatti un’auto sviluppata da zero. Monoscocca in carbonio, carrozzeria in carbonio, sospensioni dedicate, motore specifico e un abitacolo del tutto moderno. La Totem GT Super non è una storica restaurata né una classica aggiornata alla buona. È una supersportiva su misura, vestita da coupé Bertone.
Il fenomeno restomod e chi lo porta all’estremo
Pochi trend stanno rimescolando le carte nel mondo delle sportive classiche quanto i restomod. Invece di restaurare fedelmente le auto storiche, realtà come Singer, Kimera, Gunther Werks e appunto Totem prendono un design iconico e ci infilano dentro la tecnologia di oggi. Il risultato è più veloce, più sicuro, spesso persino godibile ogni giorno rispetto all’originale. Il rovescio della medaglia? Costa quanto una supersportiva vera.
Totem, in questo, si spinge parecchio oltre. Il punto di partenza resta un’Alfa Romeo Giulia GT Bertone, ma telaio, carrozzeria, assetto, powertrain e interni nascono praticamente tutti nuovi. Piaccia o no, è un progetto che divide. C’è chi lo trova affascinante e tecnicamente notevole, e c’è l’alfista di ferro che storce il naso davanti all’intera faccenda. Il pubblico di riferimento, insomma, è piuttosto selezionato.
Litorale Brado, l’esemplare numero 32
Veniamo al sodo tecnico. Dietro l’asse anteriore lavora un V6 biturbo Italtecnica da 2,8 litri capace di 640 CV e 655 Nm. Il cambio è un manuale a sei marce con schema transaxle, roba che da sola fa già sognare parecchi puristi. La “Litorale Brado” mostrata a The Quail è l’esemplare numero 32 della GT Series ed è stata costruita fianco a fianco con il suo proprietario californiano, che non voleva una showcar sopra le righe ma qualcosa di più discreto. Da qui la tinta “Big Sur Green” sviluppata su misura, abbinata a elementi Gunmetal satinati. Sobria, almeno finché non ci si avvicina.
E avvicinandosi, i dettagli iniziano a sorprendere. Il volante è in legno di wengé e acero, perché il proprietario è un falegname amatoriale. Le leve al piantone, in carbonio e titanio, se le produce Totem in casa. Alcuni interruttori stanno addirittura in una console sul tetto ispirata all’aeronautica. Soluzioni che di solito si vedono sugli esemplari unici, non su una piccola serie. Accanto c’era pure la “sorella”, la numero 27, in un marrone chiaro più acceso e con interni più estroversi. Altrettanto bella, altrettanto raffinata e con ogni probabilità altrettanto costosa.
Un lavoro così, ovviamente, non ha prezzi da saldo. La GT Super parte oggi da circa 539.000 euro tasse escluse. Un pezzo unico come la “Litorale Brado”, con tutte le sue personalizzazioni, dovrebbe costare sensibilmente di più, anche se Totem un prezzo ufficiale non lo comunica. Prende una delle forme Alfa più belle di sempre e ne ricava un’auto che sembra più una supersportiva del 2026 che una vettura d’epoca.
Fonte
Immagine: it.motor1.com
