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Volkswagen ID. Tiguan: tornano i pulsanti fisici

La Volkswagen ID. Tiguan si è mostrata per la prima volta negli interni, e la notizia più chiacchierata non riguarda la potenza o l'autonomia, ma qualcosa di molto più terra terra: i pulsanti fisici sono tornati. Proprio lì dove Volkswagen li aveva tolti. La foto mostra un abitacolo ancora coperto...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La Volkswagen ID. Tiguan si è mostrata per la prima volta negli interni, e la notizia più chiacchierata non riguarda la potenza o l’autonomia, ma qualcosa di molto più terra terra: i pulsanti fisici sono tornati. Proprio lì dove Volkswagen li aveva tolti. La foto mostra un abitacolo ancora coperto dal materiale protettivo, la plancia si legge appena, però il messaggio arriva forte e chiaro. I comandi veri, quelli che si toccano davvero, sono di nuovo protagonisti.

Un piccolo passo indietro serve per capire il perché di tutto questo. Con i primi modelli della famiglia ID, la casa tedesca aveva scommesso tutto sull’interfaccia digitale, quella pura, sacrificando i comandi fisici in nome della modernità. Il risultato? Feedback degli utenti tiepidi, per usare un eufemismo, e critiche continue sull’usabilità. Da qui la retromarcia, già annunciata con ID.Polo e ID.NEO, che adesso si concretizza sul modello più importante della gamma elettrica.

Sul volante spuntano sedici o diciotto tasti

Guardando il prototipo si notano due gruppi principali di comandi, con circa otto o nove funzioni per lato. Facendo due conti veloci si arriva a sedici, forse diciotto tasti distribuiti tra i due cluster. Tanti, tantissimi, al punto che viene da chiedersi se il rimedio non finisca per essere peggiore del male. L’ergonomia però è solo un pezzo della vicenda. Volkswagen aveva già fatto rumore con ID.Polo e ID.Cross, tirando fuori dal cassetto etichette storiche per dare peso commerciale ai nuovi elettrici. E con il nome Tiguan si sale ancora di livello.

Parliamo di numeri importanti: nove milioni di unità vendute dal 2007, modello più venduto dell’intero Gruppo Volkswagen a livello mondiale dal 2017. Chiamare ID. Tiguan l’erede dell’ID.4 non è un semplice cambio di targhetta sul portellone, ma una mossa di mercato con conseguenze che vanno ben oltre l’aspetto estetico.

Autonomia, ricarica e presentazione attesa nel 2026

Sotto la carrozzeria, che le foto spia descrivono più robusta, con frontale ridisegnato e un look più convenzionale rispetto all’ID.4, dovrebbe lavorare l’architettura MEB+. Si punta a un’autonomia superiore agli attuali 556 chilometri omologati e a una ricarica più veloce. I dettagli ufficiali ancora mancano, ma le indiscrezioni parlano di maggiore percorrenza, capacità di traino potenziata e forse persino un vano anteriore, il classico frunk.

Quanto alle tempistiche, la presentazione è attesa nella seconda metà del 2026, con l’arrivo nelle concessionarie previsto per il primo trimestre del 2027. Nulla è confermato ufficialmente, né le date né il nome definitivo. Se Volkswagen riuscisse davvero a mettere insieme ergonomia migliorata, autonomia credibile e l’eredità commerciale del Tiguan, il successore dell’ID.4 potrebbe rivelarsi il lancio più importante del decennio per il marchio.

Fonte
Immagine: motorisumotori.it

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