C’è un nome che negli ultimi mesi ha fatto parlare parecchio il paddock della Superbike e di tutto il motociclismo mondiale: Zhang Xuè. Imprenditore cinese, fondatore di ZXMOTO, ha un sogno dichiarato apertamente, diventare grande come la Honda e arrivare a sfornare un milione di moto l’anno. Un’ambizione che fa sorridere qualcuno e preoccupare qualcun altro, perché dietro le parole ci sono già risultati concreti.
La storia di Zhang parte da lontano, da un villaggio della provincia dello Hunan dove è nato nel 1987. Prima meccanico a Chongqing, poi imprenditore con un’attività di modifiche e riparazioni, infine fondatore nel 2017 della Kove, azienda di moto per il mercato interno ed estero. Vendute le quote nel 2023, l’anno successivo ha dato vita a ZXMOTO, sempre a Chongqing, cuore pulsante della produzione cinese di moto e componenti.
Il resto è cronaca recente. La collaborazione con il Team Evan Bros, già campione del mondo Supersport nel 2019 e nel 2020 e iridato con Ana Carrasco nel femminile 2024, ha portato sei vittorie e otto podi. Tutto grazie alla 820RR e al francese Valentin Debise, attualmente secondo in classifica. Vittorie che pesano, perché sono le prime ottenute in Supersport da un costruttore cinese capace di spezzare il dominio di italiani e giapponesi.
Una crescita che corre più veloce delle moto
I successi in pista hanno acceso le vendite in maniera impressionante. L’azienda è passata, come ha raccontato lo stesso Zhang, da 300 a 1700 dipendenti in meno di un anno. Numeri che fotografano una crescita quasi fuori controllo, eppure il fondatore non sembra preoccupato. “Non siamo più molto piccoli”, ha spiegato, aggiungendo di non temere che l’espansione comprometta il modo di lavorare. La ricetta, secondo lui, sta nell’esperienza accumulata in anni passati nel mondo delle due ruote.
Il punto più interessante riguarda però il futuro, cioè l’ingresso in Superbike. Zhang ha confermato che i suoi tecnici stanno già lavorando a un progetto ambizioso, un propulsore a 5 cilindri a V, con l’obiettivo di essere pronti entro la fine dell’anno prossimo ed entrare nella classe regina nel 2028. “In Superbike il livello è più alto, sia per i piloti e le squadre che per le moto ed è quindi logico che vogliamo confrontarci con i migliori”, ha dichiarato.
Il nodo del regolamento e le resistenze del paddock
Qui però la faccenda si complica. Il regolamento attuale non ammette motori a 5 cilindri e non consente di correre con moto che superino i 1.000 cc. Le cilindrate maggiori potranno entrare in SBK solo a partire dal 2030. Perché allora ZXMOTO sta sviluppando una moto che apparentemente va contro le regole in vigore? La scommessa di Zhang è che Dorna, FIM e soprattutto MSMA, l’associazione dei costruttori, cambino le norme in anticipo pur di accogliere il colosso cinese.
Un desiderio che però ignora un dettaglio non da poco, cioè che non tutti dentro MSMA vedono di buon occhio l’arrivo di un competitor cinese così agguerrito. Nessun tappeto rosso insomma, almeno non per tutti. Restano da capire gli sviluppi, se davvero nel 2028 il progetto sarà pronto e come risponderanno i rivali.
Zhang guarda anche oltre la velocità. ZXMOTO è impegnata nei rally e nel fuoristrada, con l’intenzione di allargare la gamma a prodotti per la strada, per la pista e per il fuoristrada. Sul fronte del calendario, infine, sono in corso trattative affinché Supersport e Superbike corrano un round in Cina. “Non dipende da me, ma ne sarei davvero felice”, ha ammesso, pensando ai tifosi di casa che potrebbero vedere dal vivo le moto cinesi gareggiare e magari vincere.
